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Il Parroco alle famiglie della Parrocchia

1 febbraio 2010

Carissimi,

la Quaresima è tempo favorevole per la conversione del cuore, alla luce del racconto della Passione di Gesù che ci accingiamo a vivere in un momento storico segnato da eventi tragici come quello che è avvenuto in Haiti, dove migliaia di persone sono rimaste senza casa, con migliaia di morti, e rischi gravissimi di epidemie. Con tantissima gente distrutta dal dolore e chi ha perso proprio tutto. Il fatto che tutto questo sia successo nel paese più povero del mondo e qualcosa di veramente incredibile! Si tratta della natura che si ribella, certo, ma noi non possiamo fare a meno di guardare queste situazioni con l’occhio della fede. Gesù si identifica con tutti questi avvenimenti essendo al cuore di  ogni uomo e della comunità senza distinzione di credenti e non, cristiani e non, infatti si identifica con ogni uomo che è toccato dal dolore delle tragedie umane e dall’assurdo della morte. Del resto, il mistero della Pasqua del Signore è un mistero che noi celebriamo non solo una volta l’anno, o ogni settimana la domenica, ma anche quotidianamente. In ogni preghiera celebriamo la Pasqua del Signore nucleo fondamentale della nostra fede, senza il quale non potremmo infatti neppure definirci cristiani. La preparazione alla Pasqua comporta una particolare apertura del cuore e della mente che permette di lasciarsi interpellare dalla Parola.

Mentre il Signore parla, noi lo ascoltiamo e secondo ciò che la Parola ha generato in noi, rispondiamo e ciò che ci sta più a cuore è la parola di qualcuno, non smettiamo mai di ricordarla e rifletterci sopra. Arriviamo a stabilire con la Parola un legame in cui è rivolto il cuore a tal punto che esso diventa tutt’uno con la Parola stessa, sino a non potere respirare senza di essa. Continuiamo nei Cenacoli del Vangelo della Parola di Dio nel tempo quaresimale secondo la lettera pastorale presentata in quest'anno dal nostro Vescovo.

Il racconto della Passione Luca potrebbe essere letto a partire da un versetto che parla dello spettacolo che la gente di Gerusalemme va a vedere sul colle del Calvario (Cf. V. 23,24). Essa crede di vedere, ma in realtà è essa stessa che viene vista e folgorata da quel Crocifisso che, unico, scruta le menti e i cuori, e la costringe a tornare indietro << percuotendosi il petto >> (v. 23,48) nel riconoscimento sincero del proprio peccato.

Buon Cammino quaresimale.                              Vostro  Don Biagio