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Il Parroco alle famiglie della Parrocchia

1 gennaio 2010

Carissimi,

in questo “anno sacerdotale” vi giungano gli auguri del S. Natale come benedizione! È la benedizione di Dio, della Chiesa, del vostro parroco che come amico e fratello nella fede entra nella vostra casa e avvicina ogni persona, ringraziandovi per l’accoglienza gioiosa, la collaborazione generosa, per la preghiera fatta e per l’amore di Dio, dato e ricevuto, che prende dimora nelle vostre famiglie e nella nostra comunità. Con le parole dell’apostolo Paolo, la chiesa ci invita “a rallegrarci nel Signore, sempre”. È un invito a cercare di vivere l’annuncio del Vangelo senza altra preoccupazione che quella di farlo conoscere a tutti gli uomini, anche a chi l’ha rifiutato, perché “Il Signore è vicino”. Non c’è nulla che possa rattristare il credente  chiamato e inviato da Dio ad annunciare la buona notizia perché egli porta con se la forza della preghiera per giungere alla conoscenza di Dio che ricolma il nostro essere alla sua presenza.  Rimuovendo ogni ostacolo che lo separa da Lui, gli permettiamo di raggiungere le nostre profondità e necessità, perché Lui porti gioia nel dolore, salute nella malattia e ci introduca alla conoscenza più profonda della sua presenza in noi. Tutto questo poi produce la pace, frutto della risurrezione del Signore, che abbatte ogni inimicizia, ogni diaframma, permettendoci di rapportarci con Dio come il figlio si rapporta al padre. Infatti grazie all’incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù, i lontani sono diventati vicini e a tutti è data la possibilità di risentirci e di essere figli nel Figlio. Immersi nella gioia del Signore, il nostro stesso respiro diverrà preghiera. E sarà il respiro di un rapporto amoroso che caratterizza chiunque vive completamente nell’altro, permettendo all’altro di vivere completamente “in Cristo Gesù”. Alla gioia che Dio ci offre  l’uomo  deve rispondere con “l’affabilità” che si manifesta nella testimonianza dei credenti quando evitano ogni acredine e puntiglio personale, quando sanno irradiare fiducia, serenità, tranquillità, bontà, dolcezza. Il cristianesimo deve essere uno specchio della gioia che Dio ha riversato in noi, dev’essere sorgente di fiducia per “tutti gli uomini”. In un mondo spesso cupo il credente non deve aggiungere tristezza a tristezza. Pur evitando la nebbia della superficialità, egli deve ricordare che ha ricevuto e  deve annunciare una “buona notizia”: il Vangelo della speranza.

Auguri di Buon Natale.                                   Vostro  Don Biagio