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Il Parroco alle famiglie della Parrocchia

1 marzo 2010

Carissimi,

Il <<Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorge il terzo giorno>> (Lc 9,22). Il Figlio di Dio si manifesta nella carne, che accetta cioè i limiti umani e pone la sua tenda in mezzo agli uomini. Possiamo vedere in queste parole un’ affermazione fondamentale di Luca, che ritroviamo nella risposta che Gesù darà ai discepoli in cammino verso Emmaus, sconcertati perché si aspettavano la manifestazione del Messia, secondo i loro schemi mentali e si erano  ritrovati invece di fronte ad un uomo crocifisso, morto e sepolto. Gesù ribadirà loro: che era necessario passare da quell’unica strada, per potere arrivare alla gloria, <<e risorgere il terzo giorno>>. Il terzo giorno non va inteso in modo cronologico, ma come conferma dell’essersi abbandonato completamente alla volontà del Padre: <<nelle tue mani consegno la mia vita>>; infatti <<Dio ha tanto amato il mondo da consegnargli l’Unigenito>> (Gv 3,16). Quanto deve aver amato il mondo questo Dio, se gli ha messo nelle mani, sapendo che cosa ne avrebbe fatto, l’unico Figlio che aveva: il Figlio è la strada verso il Padre, è la soglia indispensabile per potersi incontrare con il Padre. In realtà quando contempliamo Cristo Crocifisso, noi osserviamo proprio questa soglia al di là della quale c’è soltanto oscurità.

 

Vostro  Don Biagio