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CELEBRAZIONI LITURGICHE IN CHIESA MADRE

 
 

SOLENNE OTTAVA DI PASQUA

Dal 5 al 12 aprile 2015

 

La liturgia – come ricorda Papa Francesco – considera l’intera Ottava come un unico giorno, per aiutarci ad entrare nel mistero, perché la sua grazia si imprima nel nostro cuore e nella nostra vita. L'apparizione pasquale di Cristo all'ottavo giorno dalla risurrezione (Gv 20,26) ha certamente contribuito alla formazione dell'Ottava di Pasqua.

Seguendo l'uso ebraico, la Santa Madre Chiesa ha sempre considerato la settimana pasquale come un unico giorno di festa. La celebrazione della Domenica di Pasqua (primo giorno dell'Ottava) iniziò quando la veglia pasquale iniziò a terminare più presto, verso mezzanotte o poco dopo. L'antica Veglia si concludeva invece poco prima dell'alba: fino al tempo di Papa Siricio (384-399) a Roma non si celebrava altra Eucaristia pasquale che quella che chiudeva la vigilia. Sant'Agostino definisce la celebrazione dell'Ottava di Pasqua Ecclesiae consuetudo ("consuetudine della Chiesa"). Il Diario di Egeria precisa in quali giorni i fedeli di Gerusalemme si radunavano nelle diverse chiese. In riferimento al Battesimo amministrato nella veglia pasquale, il settenario pasquale era dedicato soprattutto alla catechesi mistagogica rivolta ai nuovi battezzati. Le catechesi di Sant'Ambrogio ne sono una testimonianza. Il Sacramentario Gelasiano (V secolo) testimonia una Celebrazione Eucaristica In dominico Paschae ("nella domenica di Pasqua"), della quale pone i formulari dopo quelli della Santa Messa della notte. Tale Santa Messa assunse forme sempre più solenni e, fino al 1952, costituì il vertice dell'Anno Liturgico. Nel VII secolo, a Roma, si cantavano i Vespri pasquali, caratterizzati da molteplici alleluia. Le orazioni sono conservate nel Sacramentario Gregoriano; esse vengono descritte in maniera particolareggiata nell'Ordo XXVII dell'VIII secolo. Il Sacramentario Gelasiano attesta che l'Ottava di Pasqua terminava con il sabato. Fu all'epoca di San Gregorio Magno che si trasferì la sua conclusione alla Domenica, e il Sacramentario Gregoriano intitola questa Domenica: Dominica post Albas. La denominazione Dominica in Albis è posteriore. Il Messale precedente alla riforma liturgica indicava le stazioni giornaliere delle celebrazioni. Nel Messale del Vaticano II tali indicazioni sono state eliminate.

Nel 2000, l'ultimo giorno dell'Ottava, appunto la II Domenica di Pasqua in albis, fu dedicata dal Santo Pontefice romano Giovanni Paolo II, alla Divina Misericordia.

Il Messale Romano attuale riporta una celebrazione propria per ciascun giorno dell'Ottava di Pasqua. La prima lettura è sempre tratta dagli Atti degli Apostoli; il Vangelo narra i fatti della Pasqua. Lunedì: vengono presentati i testimoni della risurrezione (At 2,14-32), e si descrive l'incontro del Risorto con le pie donne, cui è affidato il compito di annunciare ai discepoli lo straordinario evento della risurrezione di Gesù (Mt 28,8-15). Martedì: Pietro esorta tutti alla conversione e al Battesimo nella fede in Cristo risorto (At 2,36-41), e si narra l'apparizione di Gesù alla Maddalena (Gv 20,11-18). Mercoledì: Pietro guarisce lo storpio alla porta del Tempio di Gerusalemme (At 3,1-10)e Gesù si fa riconoscere dai discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35). Giovedì: Pietro parla dell'uccisione dell'autore della vita per sottolineare che Dio l'ha risuscitato dai morti (At 3,11-26), e il Vangelo attesta che l'annuncio dei profeti si è realizzato nella risurrezione di Cristo al terzo giorno (Lc 24,35-48). Venerdì: Pietro annuncia che solo in Gesù c'è salvezza (At 4,1-12), e si narra l'apparizione di Gesù risorto sulle rive del lago di Tiberiade (Gv 21,1-14). Sabato: di fronte alla violenza del sinedrio gli apostoli affermano il dovere dell'annuncio pasquale (At 4,13-21), e Gesù invia i suoi discepoli in tutto il mondo (Mc 16,9-15).

 
 

San Cataldo, 5 aprile 2015

Pasqua di Risurrezione