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Una storia lunga secoli ...

  .: La MADRICE, una storia presente da secoli... :.

 

 

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La Chiesa Madre di San Cataldo si trova nella:
"Regione Ecclesiastica Sicilia"

... nella "Provincia Ecclesiastica di Agrigento"

... nella "Diocesi di Caltanissetta"

... nel "Comune di San Cataldo"

Si ignora l'autore della nostra bella Chiesa Madre. Qualcuno l'attribuisce al Vaccarini, autore di interventi decisivi nel Duomo di Catania e in altri edifici nella ricostruzione di quella città dopo il terremoto del 1693. Gli avrebbe commesso l'opera l'Arcivescovo di Catania, S.E. Mons. Pietro Galletti, fratello del signore di San Cataldo, per decorare il suo paese di una Chiesa grandiosa e solenne. La Parrocchia Chiesa Madre intitolata precedentemente alla Natività di Maria, (cronologia A.D. 1633). Fu iniziata dal barone Vincenzo Galletti di Fiumesalato e marchese di San Cataldo. La bolla vescovile agrigentina (Diocesi di Agrigento a cui appartenevamo), riporta la data del 18 agosto del 1632. Possiede il titolo di Arcipretura, per cui i parroci che la reggono assumono il titolo di "Arciprete della Città".

Nel 1695, a causa di un crollo del transetto destro, che interessò la cappella di San Cataldo e del Crocifisso, la Chiesa Madre si ricostruì ex novo così come oggi appare. I lavori furono voluti dal principe Giuseppe Galletti, il quale invitò per la Consacrazione suo fratello Mons. Pietro Galletti, Vescovo di Catania, era il 9 maggio 1739. Per l'occasione la Chiesa Madre fu re-intitolata all'Immacolata Concezione di Maria, ma la vecchia dedicazione non si perse del tutto in quanto sull'Altare Maggiore rimase il dipinto della Natività di Maria (detto di S. Anna). La Chiesa si presenta a croce latina a tre navate, divisa da arcate, con volta a botte e cupola centrale. Anticamente dotata di 14 Altari. Dopo la Dedicazione (consacrazione) della Chiesa Madre, la famiglia Galletti continuò ad occuparsi della Chiesa Madre abbellendola con i dipinti, la statuaria, suppellettili, e paramenti per le liturgie, molti fedeli lasciarono i loro beni alla Chiesa.

Nel 1788 ci fu un terribile incendio che causò danni nella sacrestia e in particolare all'archivio, al punto che l'anagrafe parrocchiale prende avvio solo dalla seconda metà del Settecento e gran parte delle carte dell'Amministrazione prodotte nel Sei-Settecento non è più consultabile. Un altro evento che procurò tanti danni fu la chiusura della Chiesa Madre dall'aprile del 1965 al dicembre del 1979, con decreto del Sindaco Maiorana, dovuta all'instabilità delle strutture portanti. La Chiesa Madre restò chiusa per ben 15 anni e le funzioni si svolsero nella vicina rettoria di San Giuseppe trasportando statue e paramenti.

Una Comunità cristiana nata due secoli fa, con la venuta di Gesù in Sacramento per le mani del Vescovo S.E. Mons. Pietro Galletti. Dopo la solenne Dedicazione, avvenuta il 9 maggio 1739, queste mura consacrate con il sacro Crisma, hanno accolto il popolo di Dio, la Chiesa quì radunata, formando:
... una Comunità di FEDE:

Lo Spirito del Signore Gesù Cristo, Risorto dai morti, presente e operante in noi, non si vede con gli occhi della carne, ma con il dono della luce divina, simboleggiata dalla candela battesimale: con il dono della Fede. Non noi per primi siamo corsi da Dio, ma Lui si è degnato, per primo, di chiamarci e di suscitare in noi una risposta libera di adesione. Mistero di Amore e di gioia!

... una Comunità di SPERANZA:

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, siamo pellegrinanti verso «cieli nuovi e terra nuova»: verso il trionfo definitivo del bene, della vita. Cristo Risorto non muore più. L’uomo, il mondo in Cristo ha iniziato la sua risurrezione: questa progredisce per virtù di Cristo stesso e di noi, incorporati in Lui. Così noi crediamo; così noi speriamo: perché la nostra speranza non è la tecnica, la scienza, l’uomo, ma Cristo Risorto.

... una Comunità di AMORE:

Dio Ama ciascuno di noi, tutti noi. «Dio ha tanto amato il mondo che gli ha dato il suo Figlio Unigenito». Noi amiamo Dio «con tutto il cuore, con tutte le forze», sempre: è il nostro Padre, «dal Quale deriva ogni paternità in terra»: è l’Amore. Ogni Domenica, Pasqua della settimana, questa gioiosa scena si ripete nella nostra Comunità parrocchiale con la celebrazione del divino Sacrificio della Santa Messa. Diversi bambini ogni anno, diventano figli di Dio e si inseriscono nella nostra Comunità parrocchiale e quindi nella Santa Chiesa Cattolica. Noi ci amiamo perché siamo realmente dei fratelli e delle sorelle, perché tutti amiamo lo stesso Dio Padre. Noi amiamo il mondo e per il mondo facciamo dono della nostra vita perché Dio sia il Tutto per tutti, il Padre beneamato dell’intera famiglia umana.

... una Comunità di GIOIA:

All’alba di Pasqua quando Cristo Gesù risorgendo ha vinto la morte, la Gioia ha invaso il mondo. Sofferenze fisiche, ingiustizie, guerre, fame... continueranno a stillare lacrime: ma nel cuore credente in Cristo Gesù non c’è più la disperazione. C’è la certezza rasserenante e gioiosa che quelle lacrime, dovute alla nostra condizione di creature, un giorno si trasformeranno in gaudio perché Cristo le ha unite alla Sua dolorosa Passione e Morte e le ha vinte con la Sua gloriosissima Risurrezione! Cristiano: uomo della gioia. La gioia di essere Amati da Dio, di essere amanti di Dio, di essere fratelli fra noi; la gioia per averci Cristo abilitati a darGli una mano perchè tutto il mondo «sia incendiato dal fuoco del Suo Amore»; la gioia di avere qualcosa – la Fede – per poter far sorridere gli altri. Come Pietro e Giovanni che alla porta del Tempio dicono allo storpio; «Non abbiamo oro, non abbiamo argento: quello che abbiamo, ti diamo: nel nome di Cristo, alzati e cammina». Non abbiamo niente di nostro capace di far riprendere vita al mondo. Solo la Fede – che abbiamo avuto in dono da Dio – è capace di vincere lo spirito del male del mondo e di dargli una nuova vita.

... una Comunità che fa memoria delle proprie RADICI:

Viviamo il Vangelo sforzandoci di imitare le prime comunità cristiane, vivendo la comunione fraterna, spezzando il pane della Parola che si fa Eucaristia, in totale obbedienza e sottomissione al Papa, «dolce Cristo in terra» e Vicario dei Figlio di Dio, del nostro Vescovo diocesano che è pastore della nostra fede, santificatore del popolo che il Signore - per mezzo del Papa - gli ha affidato e padre e pastore di questa Chiesa diocesana, affidata alle sue amorevoli cure pastorali.

... una Comunità profondamente MARIANA:

Caratteristica della nostra Comunità parrocchiale è la Vergine Maria, Regina, Madre, Sorella e Signora della nostra Parrocchia, delle famiglie che la compongono e di quanti entrano in questa Chiesa parrocchiale, madre delle chiese sparse nella nostra Città. Siamo una Comunità mariana! Non possiamo dirci "cristiani" se non siamo "mariani".