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Ceroferaio
I candelieri possono essere messi vicini all’altare. In tal caso possono essere portati nella processione d’entrata. Ci vogliono almeno due ministranti; se ne possono mettere anche quattro o sei. Ce ne sono sette quando è il Vescovo della Diocesi che celebra. Ci possono essere dunque dai due ai sette ministranti incaricati di portare i candelieri all’entrata e al ritorno. I ministranti che portano i ceri devono essere scelti per quanto possibile di uguale statura, in modo da tenere le luci alla stessa altezza. Tenendo i candelieri, colui che è a destra mette la mano sinistra alla base e la destra al nodo; colui che è a sinistra, mette la mano destra alla base e la sinistra al nodo.
Dopo aver indossato le vesti liturgiche, i ministranti si avviano all'uscita della sacrestia e si segnano con l'Acqua benedetta e iniziano la processione introitale che li porterà all’Altare - portando i ceri accesi, se è possibile tutti allineati, dietro il ministrante della Croce e del turibolo.
Senza fermarsi, depongono i ceri intorno all’altare o sulla “credenza” e prendono posto sul presbiterio o presso la “credenza”.
I ministranti partecipano alla processione del Vangelo. Mentre si comincia il canto di acclamazione al Vangelo (alleluia), due di loro si recano ai piedi dell’Altare dopo aver preso i loro ceri (all’altare o alla credenza). Il diacono o il sacerdote prende il santo Libro dei Vangeli posto sull'Altare. I ministranti che portano i ceri lo precedono all’ambone seguendo il ministrante che porta il turibolo. Stanno davanti al diacono al sacerdote, posti di fronte, e tenendo il candelieri dalla parte dell’assemblea.
Dopo la proclamazione del Vangelo, riportano i ceri dove li avevano presi e tornano ai loro posti.
Alla consacrazione, possono accompagnare il ministrante dell’incenso e inginocchiarsi all’altare (al suono della campanella), in segno di adorazione, a Gesù Cristo presente nell'Eucarestia. Se ne ritornano al loro posto insieme allo stesso ministrante dell’incenso.
Dopo il congedo, i ministranti prendono i ceri e, senza fare né inchino profondo né genuflessione, tornano i sacrestia nell’ordine in cui erano venuti. Stanno fermi accanto al ministrante che tiene la Croce e tutti insieme fanno il "prosit". Posano i candelieri al loro posto (con rispetto) e tolgono la veste liturgica indossata, sistemandola nell'armadio predisposto per le tunichette, con tanta venerazione.