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La torre campanaria della Chiesa Madre di San Cataldo

 
 

Quando venne fondata la Chiesa Madre, nell'anno 1633, il campanile che tuttora svetta maestoso e solenne sulla roccia prospiciente la scalinata laterale della Madrice, fu arricchito di tre campane, di diverse dimensioni, per chiamare il popolo di Dio alle celebrazioni. Il 19 maggio 1739, in occasione della dedicazione della Chiesa Madre, il principe Galletti fece aggiungere nella torre altre tre grandi campane. Nel 1887, la campana più grande, del peso di circa 25 quintali, subì delle avarie, ma venne adoperata ugualmente per circa altri 12 anni, nonostante che nel maggio 1889 se ne fosse staccato un piccolo settore di circa due quintali, mentre venivano suonate le campane nella vigilia della festa del Patrono. Fra le molte iniziative dell'Arciprete Arcangelo Salomone è meritevole di menzione quella della rifusione della suddetta campana, con l'aggiunta di un'altra, del pesi di circa cinque quintali, che si era rotta molto tempo prima. La rifusione ebbe luogo nel 1898 nella chiesa del Signore dei Misteri al Calvario, nella quale ebbero luogo tutti i preparativi e i relativi lavori a opera dell'artigiano Vincenzo Di Benedetto, da Rieti. Per il trasporto del campanone, essendo la via Misteri allora a fondo naturale, fu costruito appositamente un carro matto, al quale furono attaccati quattro buoi. Il trasferimento in Chiesa Madre fu un vero avvenimento per la Città, una festa che rimarrà negli annali della storia sancataldese, infatti, tutto il popolo era presente aiutando a spingere il carro e colmando le pozzanghere con pezzi di legno. Il peso totale del campanone risultò di circa 30 quintali e venne dedicato al Santissimo Crocifisso e all'Immacolata Concezione come leggesi in rilievo sullo stesso campanone. Fu benedetto il 14 febbraio 1898 dal Vescovo della Diocesi di Caltanissetta, Mons. Ignazio Zuccaro.

Nell'ottobre del 2004, il M° Angelo Pio Leonardi, pubblicando un libro dal titolo "San Cataldo melodie, strumenti, musicisti" si è occupato anche delle campane della Chiesa Madre di San Cataldo e a pagina 125 troviamo quanto segue:

Nello stupendo campanile della nostra Chiesa Madre di San Cataldo, vi sono sei bellissime e maestose campane. Nella prima campana, la più grande non solo del gruppo dove si trova, ma è la più grande di tutte le campane della città (nostra nota: e a quanto pare la 2° più grande in Sicilia), da come suono re1 (per intenderci, il re che i musicisti scrivono sotto il pentagramma nella chiave di basso con un taglio in testa con frequenza di 73.416), vi è scritto: "Il mio suono chiama i fedeli, annunzia la morte, risveglia nel cuore sentimenti pietosi. Fui costruita nell'anno 1779 a spese del principe Nicolò Galletti, rifusa da Vincenzo Di Benedetto da Rieti anno 1898 per opera dell'Arciprete Salomone Arcangelo". Nella seconda campana, che da come suono mi1 (intervallo di 2^ maggiore rispetto alla campana precedente), non si riesce a leggere lo scritto, in quanto l'incisione è posta all'estero del campanile. Nella terza campana, la più recente, che da come suono un fa1 (intervallo di 3^ minore rispetto alla prima campana), vi è scritto: "A perenne memoria delle celebrazioni per il 250° della dedicazione della Madrice, la Cassa "G. Toniolo" offrì questo sacro bronzo, perchè la sua voce chiami tutti alla conversione del cuore, alla lode di Dio, all'unità della Chiesa. 9 maggio 1989, Arciprete Carmelo Sanguedolce". Nella quarta campana, che da come suono il sib2 (intervallo di 6^ minore rispetto alla prima campana), vi è scritto: "EXCLL. VINCENTVS GALLETTI PRIN. QUI NON MINUSNITORE ILL. SANGUINIS QUAM FULGORE VIRTVTIS INCACOETES. ETVITI ORVMILLECEBRASSE VINCENTEM OSTENDIT VINCENTE MOSTENDIT LIMINAQVE MORTALITATIS ADNUNVIVENS. EXCESSIT HOC MUNUS CHRIST. PIETAT DEI PARAEIMMACUL. IMPERTIIT UTANEAVOCE ACPERPETUO SONITU AD HEROIC. VIRT. TAN QUAMCALLUS VIGILANS DIE. NOCTU QVEPRAECLAROS HAEREDESEXCIT ARETAM REPARATAE SAL. MDCLXXX". Nella quinta campana, che da come suono il mi2 intervallo di 9^ maggiore rispetto alla prima campana, vi è scritto: "ABLATUM TEMPORE BELLI A.D. MCMXL - MCMXLV RESTITUTUM PUBLICO SUMPTU A.D. MCML". Nella sesta campama, la più piccola del campanile, che da come suono il la3, intervallo di dodicesima maggiore rispetto alla prima campana, vi è scritto: "Rifusa a cura della Cassa "G. Toniolo" di San Cataldo, 9 maggio 1989. Arciprete Carmelo Sanguedolce".

 

Testo a cura del M° Angelo Pio Leonardi

 

 
 

IL CAMPANILE DELLA CHIESA MADRE DI SAN CATALDO