Home > L'ORGANO A CANNE

 

L'Organo a canne della Chiesa Madre

 
 

Ufficialmente lo strumento, dopo il restauro, viene inaugurato il 18 ottobre 1998, la Domenica successiva alla festività del Santissimo Crocifisso, dall'organista salernitano M° Sabato Fioretto, il quale ha eseguito un programma musicale. Successivamente altri 3 concerti sono stati proposti: il 13 dicembre 1998, in occasione del rientro dell'Immacolata, dall'organista petralino (Petralia Sottana) M° Diego Cannizzaro (quest'ultimo ha collaudato lo stesso strumento dopo i lavori di restauro); l'altro, la Domenica del 17 ottobre 1999 dall'organista palermitana M° Valeria Angelomè; l'ultimo, Domenica 10 dicembre del 2000, dall'organista catanese M° Salvatore Reitano. Le tre esecuzioni sono state organizzate dall'Ass. Cult. "S. Cecilia" con il generoso patrocinio della Banca di Credito Cooperativo "G. Toniolo" di San Cataldo.

L'Organo a canne ha sostituito un precedente organo costruito nel 1749 dall'organaro palermitano Michele Andronico (padre del rinomato Giacomo), si trattava di uno strumento più piccolo, insufficiente per il volume della chiesa madre, infatti possedeva i seguenti registri: 2 principali di 8', ottava, flauto di 8', voce umana di 8' e un ripieno di 5 file.

Il collaudo dello strumento, fabbricato dal cav. Pacifico Inzoli, venne affidato al M° Antonino Curatolo il quale formulò il seguente documento: "Avendo oggi inaugurato il nuovo Organo liturgico a due tastiere - sedici registri - e pedaliera con 27 note della ditta Inzoli e Figli da Crema per incarico avuto dal Sig. Arciprete don Arcangelo Salomone, e avendolo minutamente esaminato in tutte le sue parti giusto il progetto di convenzione, sono lieto di dichiarare che lo strumento l'ho trovato superiore alle mie aspettative, e quella del Sig. Arciprete; riservandomi di fare una relazione particolareggiata di tutto quanto riflette alla meravigliosa meccanica e della omogeneità dei singoli registri come pure del complesso generale. Piacciami significare che anche il Clero presente restò soddisfatto della bella opera del Cav. Inzoli che quale artista profondo e geniale ha saputo corrispondere con la sua abituale onestà ad un'opera così valorosa".

San Cataldo 11 marzo 1905

A sua volta il parroco sottoscrive: San Cataldo 11 marzo 1905 "Dichiaro in fede del vero che l'organo liturgico costruito in questa Matrice chiesa dal Cav. Inzoli da Crema, corrisponde pienamente al contratto stipulato, e nulla lascia a desiderare.

Arciprete Salomone Arcangelo

Essendo un organo meccanico, la manticeria era azionata manualmente. L'ultimo sacrista incaricato per svolgere tale pesante lavoro, fu un certo Fazio Nicola da Villarosa, soprannominato Niculà, il quale prestò questo servizio fino ai primi anni '50. Non avendo famiglia, disponeva di una stanza in parrocchia. Successivamente verrà ospitato presso la Casa di Ospitalità per anziani dove concluderà i suoi giorni. La manticeria in seguito fu azionata da un motore elettrico, il quale fu messo in opera quando il sac. Gabriele Nicosia divenne Arciprete-Parroco della chiesa madre.

 
 

L'ORGANO A CANNE DELLA CHIESA MADRE