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S.E. Mons. Alberto Vassallo di Torregrossa

ARCIVESCOVO E NUNZIO APOSTOLICO IN BAVIERA (Germania)

BIOGRAFIA DI MONS. VASSALLO

Figlio di Rosario e di Rosa, dei baroni Torregrossa, frequentò il Seminario Arcivescovile di Catania e poi il Collegio San Michele di Acireale. Per iniziare gli studi sacri, superata la licenza liceale, entrò come alunno nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove si laureò in sacra Teologia e in Diritto Canonico e Civile. Ottenne anche il diploma di alta letteratura Leoniano. Il 22 settembre del 1888 venne ordinato sacerdote nella chiesa di San Sebastiano di Caltanissetta da Giuseppe S.E. Mons. Francica-Nava de Bontifè, Vescovo titolare di Alabanda ed ausiliare dello zio Giovanni Guttadauro Vescovo di Caltanissetta. Celebrò la sua prima Santa Messa nella Chiesa Madre di San Cataldo. Nel 1889 venne ammesso all'Accademia dei Nobili Ecclesiastici, dove seguì il corso di diplomazia ecclesiastica. Nel 1891 fu nominato Canonico della Chiesa Madre di San Cataldo. Fondò la Compagnia delle Orsoline di sant'Angela Merici di San Cataldo. Lo zio Vescovo lo definì "la gemma della sua diocesi". Nel 1892 entrò come apprendista nella Segreteria di Stato vaticana. Nel 1898 Papa Leone XIII lo nominò suo Cameriere Segreto e, su segnalazione del Cardinale Mariano Rampolla, lo inviò quale segretario della Nunziatura Apostolica di Monaco di Baviera in Germania. Nel 1902 venne inviato come uditore alla Nunziatura Apostolica di Bruxelles e, per desiderio del Nunzio, S.E. Mons. Macchi, passò nuovamente a Monaco, dove fu insignito della commenda del Santo Sepolcro. Il 25 novembre 1913 Papa Pio X lo nominò Arcivescovo titolare di Emesa e lo inviò come Delegato Apostolico a Bogotà. Il 10 gennaio del 1914 il Papa lo ricevette in udienza particolare ed il 18 gennaio, ricevette la consacrazione episcopale dal Segretario di Stato, il Cardinale Raffaele Merry del Val, presso il Collegio Pio-latino-americano. Il 25 gennaio fu ricevuto nuovamente dal Papa in udienza particolare di commiato. Papa Benedetto XV lo inviò nel 1916 come diplomatico internazionale a Buenos Aires e nell'agosto del 1925 lo nominò Nunzio Apostolico di Monaco di Baviera. Ebbe occasione di incontrarsi diverse volte con Hitler. In seguito alla perdita di autonomia dei lander tedeschi dal 30 gennaio del 1934, la Nunziatura Apostolica di Monaco di Baviera venne soppressa il 23 ottobre del 1936.

Tornato in Italia, Mons. Vassallo si ritirò nella natia San Cataldo e nel territorio della parrocchia Madrice in Via Umberto, dove morì a 93 anni, il 7 settembre del 1959. Il funerale si svolse nella Chiesa Madre e la salma fu tumulata nel Cimitero sancataldese. Il 27 aprile 2009 la salma è stata riesumata e sistemata in una cassa nuova, alla presenza del Vescovo di Caltanissetta S.E. Mons. Mario Russotto. Il 7 settembre, a 50 anni dalla morte, la salma è stata tumulata nella Chiesa Madre di San Cataldo, accanto alla tomba dell'Arcivescovo Cataldo Naro e della Venerabile Marianna Amico Roxas.

 

Nella foto Mons. Vassallo esce dalla Nunziatura in Germania

 

Il funerale di Mons. Vassallo nella Chiesa Madre di San Cataldo

 

IL SACERDOZIO SOCIALE DI MONS. VASSALLO

Potrebbe sembrare che una figura dall’altissimo profilo intellettuale e diplomatico come quella di Mons. Alberto Vassallo venga studiata e interpretata nella storia sulla base dei grandi meriti politici o delle fondamentali funzioni di diplomazia assunte nella trama delle assai difficili relazioni internazionali della propria epoca. In realtà stupisce molto che, per chi si voglia inoltrare alla scoperta della personalità e della biografia dell’arcivescovo Vassallo, più che rintracciare articolate monografie sulla pure intensa e serrata attività negoziatrice tra Stato Vaticano e paesi come l’Argentina, il Paraguay o la stessa Germania degli anni ’30 si imbatta, per lo meno nell’ambito della storiografia locale, in studi incentrati sull’operato sociale del prete sancataldese, poi divenuto anche nunzio apostolico nei suddetti Paesi. Per  un uomo così impegnato in diplomazia ci si aspetterebbero valutazioni politiche e considerazioni relative al suo ruolo sugli equilibri delle dinamiche internazionali del suo tempo: eppure, grazie agli studi di Cataldo Naro[1] in primis, emerge maggiormente il carattere sociale di don Alberto, il suo impegno locale a favore degli istituiti di evangelizzazione e di promozione della Parola di Dio, la sua attenzione economica alle fasce meno abbienti della popolazione locale. Prevale, quindi, anche in ambito strettamente storiografico, l’aspetto più umano e apostolico di un grande sancataldese il quale anche, in spirito di servizio e di carità, ha saputo rispondere alla chiamata  che lo voleva ai vertici dell’attività diplomatica della Santa Sede in anni di estrema delicatezza per i rapporti fra Città del Vaticano e i Paesi dei quali egli stesso si occupò. Solo una recente pubblicazione di Valerio Cimino[2] pone l’attenzione sul Vassallo nunzio apostolico a Monaco di Baviera, mentre fiorisce la letteratura che vede nel sacerdote sancataldese un esemplare costruttore di pace e operatore di giustizia fra la sua gente. Il monitore diocesano di Caltanissetta, che annunciava la morte del prelato nell’ottobre del 1959, così semplicemente lo ricorda, come uomo di profonda vita interiore[3]. Nello stesso passo si dice che edificava quanti lo avvicinavano, passava le sue lunghe ore nella privata Cappella a colloquio in dolce intima intimità d’affetto con Nostro Signore[4]. In particolare Cataldo Naro[5] sottolinea il ruolo eminente che il giovane don Alberto, negli anni immediatamente successivi all’ordinazione sacerdotale, assunse nella fondazione della cassa rurale di San Cataldo avvenuta il 15 ottobre 1895, primo esempio diocesano di cooperazione finanziaria fondata sull’istituto del credito. Infatti, per don Alberto,  si trattava di un modo per venire incontro alle istanze immediate dei contadini bisognosi di urgenti aiuti, di uno strumento per incarnare la logica evangelica della solidarietà. Altri importanti episodi caratterizzanti l’impegno di Mons. Vassallo per la sua terra, anche durante gli anni del servizio diplomatico all’estero, lasciano emergere tutta l’impalcatura leonina, quindi ispirata al cristianesimo sociale della Rerum Novarum, del suo operato facendo di lui un illustre esempio di prete sociale alla maniera di Luigi Sturzo con il quale pure si trovava in amicale confidenza. Sono tante le opere che San Cataldo annovera fra i frutti fecondi del ministero pastorale dell’arcivescovo Vassallo: oltre alla costituzione delle casse di credito, vogliamo ricordare il suo ruolo nella fondazione della Compagnia di Sant’Orsola nella diocesi nissena ad opera della nipote Marianna Amico Roxas, l’impegno profuso per la venuta dei salesiani nella nostra città, la riattivazione della confraternita di San Cataldo presso la Chiesa Madre insieme alla revisione del suo statuto. Tutti questi sono segni efficaci e lungimiranti di una fede che ha saputo abbracciare tutte le necessità del tempo e soccorrere tutte le povertà che caratterizzavano il lungo periodo di quegli anni. Sarebbe auspicabile che nuovi studi e ricerche arrivino a mostrare come lo spirito caritativo e lo zelo apostolico si siano potuti incarnare anche nell’operato politico di Mons. Vassallo del quale poco sappiamo ma che ci induce a sperare che i semi di fecondità spirituale, gli stessi che sono visibili nella sua terra natìa, si siano potuti piantare nei tanti terreni nei quali si è speso l’impegno ed il ministero dell’illustre nostro concittadino. Il 7 settembre 2009, a cinquanta anni dalla morte,  le spoglie mortali di Mons. Vassallo dal cimitero di San Cataldo sono state trasferite presso la Chiesa Madre di San Cataldo dove è possibile visitarle accanto alla tomba di Mons. Cataldo Naro che ne fu studioso e ammiratore.     

Angelo Tumminelli


[1] Cfr. C. Naro, Tre preti e un laico, in  Momenti e figure della Chiesa nissena dell’Otto e Novecento, Centro studi sulla Cooperazione “A. Cammarata”, ed. del seminario, San Cataldo – Caltanissetta 1989. Ma anche: C. Naro, Dizionario biografico del movimento cattolico nisseno, Centro studi sulla Cooperazione “A. Cammarata”, ed. del seminario, San Cataldo – Caltanissetta 1986.

[2] Valerio Cimino, Norimberga 1931. Mons. Alberto Vassallo all’Assemblea dei Cattolici Tedeschi, Parrocchia Sant’Alberto Magno, San Cataldo 2009.

[3] Monitore diocesano della Diocesi di Caltanissetta, anno 52, ottobre 1959.

[4] Ibidem.

[5] Cfr. C. Naro, La Fondazione della cassa rurale di San Cataldo. Contesto sociale e religioso. Cassa rurale e artigiana “G.Toniolo”, San Cataldo 1980