Confraternita di San Cataldo, Vescovo

Storia della Confraternita

La “Congregazione di San Cataldo”, oggi Confraternita di San Cataldo, fu fondata nel 1841 per iniziativa dell’Arciprete don Luigi Giamporcaro, successivamente nominato Vescovo di Lacedonia (1843-1844) e poi Vescovo di Monopoli (1844-1854). La Congregazione del nostro Santo Patrono ottenne l’approvazione di re Ferdinando II di Borbone del Regno delle Due Sicilie, con Decreto reale n° 7209, del 20 dicembre dello stesso anno, cioè il 1841 (la documentazione si trova nella collezione delle leggi e dei decreti reali del Regno delle Due Sicilie – anno 1841, semestre II, da luglio a dicembre).

Lo scopo dell’istituzione, come si legge nello Statuto approvato il 30 dicembre 1902 da S.E. Mons. Ignazio Zuccaro, terzo Vescovo di Caltanissetta, era quello di “fissare un luogo di riunione per custodire la purità della morale cristiana, godere dell’amministrazione dei sacri Misteri, ed assistere alla celebrazione delle feste e delle processioni che soglionsi qui solennizzare in ogni anno”.

Una volta eretta la Congregazione, le fu assegnata una sede situata dietro la Cappella del Santo Patrono. Vennero restaurati l’Oratorio di San Cataldo e la Cappella del Patrono, e la nascente istituzione fu dotata di velluti di seta riccamente ricamati in oro, arredi e di tutto quanto necessario alla vita confraternale. Tali interventi attestano la vitalità del nuovo Sodalizio sorto nella nostra Città e la significativa influenza spirituale e sociale esercitata tra i sancataldesi, che vi aderirono numerosi.

Come molte realtà associative del tempo, anche la Congregazione conobbe “tempi di rilassamento” e, dopo circa mezzo secolo di attività, giunse a sospendere le proprie iniziative.

Nel frattempo, nel luglio del 1895, si svolse a Palermo il primo Congresso cattolico regionale. In quel contesto maturò l’esigenza di promuovere nuove istituzioni cattoliche: società di mutuo soccorso, cooperative e casse rurali e di ridare vigore alle congregazioni religiose che nel tempo si erano affievolite.

Tra le prime istituzioni a risentire del rinnovato impulso proveniente dall’Opera dei congressi e comitati cattolici vi fu la Congregazione di San Cataldo, che, risvegliatasi dal proprio torpore grazie all’opera instancabile e zelante del Canonico Mons. Alberto Vassallo di Torregrossa, volle provvedere con rinnovato impegno al bene spirituale e materiale dei propri membri. Riveduti gli statuti nel dicembre del 1895 e adattati alle nuove finalità, la Congregazione inaugurò il 1° gennaio 1896 una nuova stagione della propria storia. Fedele ai regolamenti e animata da rinnovato fervore religioso e associativo, essa conobbe una progressiva crescita e un significativo sviluppo delle proprie attività. Non limitandosi ai benefici già previsti dallo statuto, promosse ulteriori iniziative di carattere moderno e sociale. Il 4 maggio 1897 il Direttore spirituale della Congregazione, il Canonico Cataldo Pagano, insieme al Governatore Gaetano Calì e al Segretario Giuseppe Pignatone, a nome della Congregazione di San Cataldo, presentarono istanza al Vescovo della Diocesi di Caltanissetta, S.E. Mons. Ignazio Zuccaro, affinché fosse concessa un’indulgenza alla statua del Santo Patrono Cataldo e a un’effigie raffigurante San Cataldo, custodita nell’Oratorio situato dietro la Cappella del Patrono. Il 7 maggio 1897, trovandosi il Vescovo Zuccaro nella nostra Città in sacra visita pastorale, egli concesse quaranta giorni d’Indulgenza a quanti recitassero un Pater davanti alla statua di San Cataldo e all’effigie che lo rappresentava.

Descrizione foto: in alto a destra: Arciprete Luigi Giamporcaro (poi Vescovo), a seguire accanto il re Ferdinando II e il Vescovo Ignazio Zuccaro; segue il Canonico Alberto Vassallo di Torregrossa (poi Arcivescovo) e il Canonico Cataldo Pagano.

Cronotassi dei governatori e dei presidenti della Confraternita.

Dal ___ al ____
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Figure di santità nella Confraternita

Luigi Di Forti

Luigi Di Forti nacque nel 1900 a San Cataldo, allora vivace centro agricolo, in un contesto sociale segnato da profonde trasformazioni politiche e culturali. Fin da giovanissimo mostrò una particolare sensibilità religiosa e civile, maturando un forte senso di responsabilità verso la comunità e verso il mondo giovanile cattolico locale. Nel 1914 promosse il primo tentativo di dar vita a un circolo giovanile cattolico, intuendo l’importanza della formazione spirituale e culturale delle nuove generazioni. Tale impegno trovò compimento il 23 luglio 1919 con la fondazione del Circolo “Alessandro Manzoni”, realtà destinata a diventare un punto di riferimento educativo e associativo per molti giovani sancataldesi. L’anno successivo il sodalizio aderì ufficialmente alla Gioventù cattolica italiana, inserendosi pienamente nel più ampio movimento ecclesiale nazionale. Parallelamente all’impegno associativo, coltivò con serietà il proprio percorso di studi. Nel 1922 lasciò la presidenza del Circolo per completare la formazione nella scuola media secondaria e conseguire il titolo di geometra, segno di una personalità equilibrata, capace di coniugare responsabilità civili e crescita personale. La sua vita fu caratterizzata da una profonda fedeltà alla Chiesa. Nel 1931 venne convocato dal Prefetto di Caltanissetta per consegnare registri e bandiera del Circolo; egli tuttavia oppose un fermo rifiuto, sostenendo con chiarezza che l’associazione apparteneva all’autorità ecclesiale e non al regime politico. Questo episodio testimonia il coraggio morale e la coerenza cristiana che contraddistinsero tutta la sua esistenza. Accanto all’impegno nell’associazionismo cattolico, fu anche membro attivo della Confraternita di San Cataldo, partecipando con assiduità alla vita religiosa cittadina, alle celebrazioni liturgiche e alle iniziative di carità, vivendo la devozione popolare come autentica espressione di fede e servizio. Una grave malattia ne minò progressivamente la salute e il fisico, fino alla morte sopraggiunta nel 1934, quando aveva appena trentaquattro anni. La sua breve esistenza lasciò tuttavia un segno profondo nella comunità sancataldese, che ne conserva il ricordo come esempio di laico cristiano impegnato, animato da spirito evangelico, senso ecclesiale e coraggiosa testimonianza di fedeltà ai valori della fede. Riposa nel cimitero di San Cataldo.