Figure di santità e Testimoni del Vangelo in Chiesa Madre

S.E. Mons. Cataldo Naro, Arcivescovo di Monreale

Cataldo Naro – nato a San Cataldo (provincia e diocesi di Caltanissetta) il 6 gennaio 1951 e morto prematuramente, a cinquantacinque anni, a Monreale il 29 settembre 2006, dove si trovava dal 14 dicembre 2002, giorno della sua ordinazione episcopale e del suo ingresso come arcivescovo in quella diocesi – compì gli studi umanistici presso il seminario di Caltanissetta, continuando poi gli studi teologici presso i gesuiti di Posillipo (Napoli). Ordinato presbitero a Caltanissetta il 29 giugno 1974, maturò una formazione intellettuale orientata precipuamente alla ricerca storica. Conseguì infatti il dottorato in storia della Chiesa – discutendo una tesi diretta da Giacomo Martina – presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e conseguì il diploma di archivista presso la Scuola di archivistica e paleografia dell’Archivio Segreto Vaticano. La sua ricchissima produzione storiografica fa riferimento soprattutto all’epoca moderna e all’epoca contemporanea, avendo egli studiato i più importanti momenti e protagonisti della storia della Chiesa, della spiritualità cristiana e del movimento cattolico in Sicilia (e, soprattutto, nella diocesi di Caltanissetta, a cui come presbitero appartenne e in cui per venticinque anni ricoprì la carica di direttore dell’Archivio Storico Diocesano), con gli imprescindibili collegamenti al più vasto e comprensivo orizzonte civile e politico nazionale in cui le varie vicende ecclesiali e del movimento cattolico di volta in volta risultano inscritte. Ma i suoi interessi di studio si estesero anche alla storia del cristianesimo antico e medievale. Difatti fu per circa vent’anni anni impegnato, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia in Palermo, nell’insegnamento della storia ecclesiastica in tutte le sue periodizzazioni.

Numerose le sue pubblicazioni sul movimento cattolico, sulla storia della spiritualità in epoca moderna e contemporanea e su altri aspetti della storia della Chiesa siciliana e italiana, come pure su varie problematiche socio-religiose. La sua personale bibliografia conta i titoli di circa venticinque volumi; e, ancora, le curatele di altrettante pubblicazioni – atti di convegni, reprint di periodici del movimento cattolico del primo Novecento, scritti inediti di e su figure insigni della storia della Chiesa nissena, statuti di antiche confraternite – e numerosissimi suoi saggi apparsi in dizionari storici, in riviste specializzate e in volumi miscellanei, come pure numerosi articoli da lui firmati per i quotidiani La Sicilia, L’Osservatore Romano e Avvenire. La sua vivace attività scientifica si espresse anche nella direzione di alcune collane di studi storici, da lui progettate e curate per conto di case editrici come la S.E.I. di Torino e Salvatore Sciascia di Caltanissetta, come pure per conto di istituzioni culturali o accademiche come il Centro Siciliano Sturzo di Palermo e la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, per la quale ha diretto anche la rivista «Ho Theológos».

Le sue capacità organizzative lo indussero spesso a dar luogo e a sostenere varie iniziative culturali. Ancora giovanissimo docente di storia ecclesiastica presso il corso di studi teologici del seminario diocesano di Caltanissetta, collaborò alla costituzione della Editrice del Seminario, curando la collana «Quaderni di presenza culturale». In seguito, divenuto Prefetto degli studi, promosse l’affiliazione dell’Istituto Teologico-Pastorale Guttadauro di Caltanissetta alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Collaborò assiduamente anche alle attività culturali dell’Istituto Mediterraneo per la Formazione, Ricerca, Terapia e Psicoterapia di Caltanissetta (sorto all’interno dell’Associazione Casa Famiglia Rosetta) e, sempre a Caltanissetta, fu docente di storia contemporanea presso la sede distaccata della Facoltà di Scienze della Formazione della LUMSA. Fu inoltre membro del consiglio d’amministrazione del Consorzio Universitario di Caltanissetta. Dal 1997 al 2002 fu coinvolto attivamente e continuativamente come consulente per le problematiche di carattere storico nel Progetto Culturale voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana per le Chiese d’Italia. Per le sue competenze di storico fu anche membro del Comitato scientifico delle Settimane Sociali animate dalla C.E.I. E sempre per incarico della C.E.I. fu, dal 1998 al 2004, membro del consiglio d’amministrazione del quotidiano Avvenire di Milano. Il suo maggiore impegno intellettuale, tuttavia, si è profuso oltre che in favore della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia – in cui fu professore ordinario, vicepreside e, per sei anni: dal 1996 al 2002, preside – anche per il Centro Studi sulla Cooperazione «Arcangelo Cammarata», che opera a San Cataldo (Caltanissetta) sin dal 1984, essendo stato tra i soci fondatori del Centro stesso e suo direttore – per ben diciannove anni – sino al 2003, allorché ne fu eletto presidente onorario.

Negli anni dell’episcopato fondò a Monreale il Centro Studi Intreccialagli e fu, a livello regionale, il delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per l’Educazione cattolica, la cultura, la scuola e l’università; inoltre, a livello nazionale, fu presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali e vicepresidente del Comitato preparatorio del IV Convegno ecclesiale nazionale tenutosi a Verona nel 2006.

Marianna Amico Roxas

Marianna Amico Roxas è nata il 21 dicembre 1883 in una famiglia agiata e molto in vista nella società del tempo. Marianna cresce in un ambiente culturalmente raffinato. Studia nei migliori collegi, prima ad Acireale e poi a Napoli. Nel pieno della belle époque è una donna elegante e colta: abile cavallerizza e pianista, parla correntemente il francese, lingua allora più in voga nei salotti dell’alta società. Considerata un “buon partito”, riceve numerose proposte di matrimonio. Marianna, però, nutre aspirazioni ben più alte: desidera consacrare la propria vita a Dio entrando nella Congregazione delle Suore Serve dei Poveri, fondata dal beato padre Giacomo Cusmano.

L’opposizione della famiglia le impedisce di seguire questa strada. Come scrive don Giovanni Speciale, nel volume Marianna Amico Roxas. Una donna nella Chiesa, “il Signore le mandò incontro tre angeli che le indicarono e l’avviarono in una via che neppure conosceva: la Compagnia di Sant’Orsola”.

La Compagnia, fondata da Sant’Angela Merici nel 1535, propone la consacrazione a Dio vissuta pienamente nel mondo. I tre “angeli” che aiutano Marianna a dare forma al suo desiderio di donazione totale sono S.E. Mons. Alberto Vassallo di Torregrossa, cugino della madre (e futuro) Nunzio Apostolico; S.E. Mons. Antonio Augusto Intreccialagli, Carmelitano Scalzo e Vescovo di Caltanissetta; e Giulia Vismara, Direttrice della Compagnia di Sant’Orsola di Milano, chiamata a Palermo dall’Arcivescovo Alessandro Lualdi, Cardinale e Arcivescovo metropolita di Palermo, su sollecitazione dello stesso Mons. Intreccialagli. Da quell’incontro, avvenuto il 6 maggio 1912, Marianna comprende con chiarezza la chiamata del Signore: vivere come vergine consacrata nel mondo.

Fonda la Compagnia di Sant’Orsola nella Diocesi di Caltanissetta, nel 1925 in quella di Catania – che dirige fino al 1939 – e nel 1938 nella Diocesi di Caltagirone. Due sono gli aspetti che cura con particolare attenzione: la rigorosa selezione delle nuove aderenti e la fedeltà assoluta allo spirito mericiano.

Non mancano incomprensioni e difficoltà, soprattutto con alcuni parroci e sacerdoti che faticano a comprendere questa forma nuova e autonoma di vita consacrata nel mondo.

Nonostante una salute fragile, Marianna dedica tutta la sua esistenza alla crescita spirituale delle sue figlie e dei gruppi della Compagnia, seguendoli con un’intensa attività epistolare e con continui spostamenti in tutta la Sicilia. La sua forza risiede nella preghiera e in una fede incrollabile nel Signore. Opera senza clamore a favore dei poveri e dei bisognosi e affronta la malattia e la sofferenza come via di purificazione e di unione a Dio.

Marianna muore a San Cataldo, in fama di santità, il 24 giugno 1947. Le sue spoglie mortali riposano nella Chiesa Madre di San Cataldo, accanto a quelle dello zio S.E. Mons. Alberto Vassallo e di S.E. Mons. Cataldo Naro.

In un contesto come quello della Sicilia centrale dell’epoca, ancora fortemente contadino, chiuso e arretrato, Marianna svolge un ruolo significativo nella promozione della donna nella Chiesa e nella società. La sua è una vita di azione silenziosa e di testimonianza concreta. La sua esistenza è una continua offerta di carità e di amore verso il prossimo.

Come ha scritto S.E. Mons. Mario Russotto, “Marianna Amico Roxas ha scelto due fondamenti per restare salda nel Signore: l’Eucaristia e Gesù Crocifisso. La sua santità non sta nelle cose grandi, ma nelle cose piccole: nel vivere nella semplicità, nello stupore continuo, nell’attenzione agli altri – soprattutto ai più poveri – nel sentirsi costantemente avvolta dalla presenza di Gesù e nel compiere ogni cosa per Dio, per fare piacere a Gesù”.

Il processo di beatificazione ha avuto iniziò il 14 dicembre 1988. La fase diocesana del processo è stata chiusa a Caltanissetta nel 1991; mentre la Positivo super virtutibus è stata completata nel 1999. Il processo di beatificazione è in itinere a Roma presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Il 19 dicembre 2011 Papa Benedetto XVI ha emanato il Decreto sulle eroicità delle virtù della serva di Dio Marianna Amico Roxas, dichiarandola venerabile.