Le rettorie


L’Oratorio del Ss.mo Sacramento, conosciuto come: “U Ratò”. Fondato da don Ignazio Amico nel 1645, attaccato alla Chiesa Madre e nello stesso anno vi fu fondata la Confraternita del Ss.mo Sacramento. Al suo interno si conservano la statua di Gesù Bambino, opera del Bagnasco; il crocifisso per la Settimana Santa e un quadro di Roxas (attualmente in Chiesa Madre), rappresentante la passione di Cristo. Negli anni settanta questa chiesetta è stata restaurata con un restauro osceno e nel 2009 ha subito un secondo restauro che l’ha portata – non perfettamente – alle forme iniziali.

La Chiesa di San Giuseppe, nata sulle rovine dell’oratorio di San Francesco ad opera dell’Arciprete Baldassare Amico nel 1708 e ricostruita nel XIX secolo. Accanto sorge la Casa del Clero, per volontà del Vescovo S.E. Mons. Alfredo Maria Garsia, oggi utilizzata dal Centro studi Cammarata, voluto dall’Arcivescovo S.E. Mons. Cataldo Naro.

La Chiesa del Signore dei Misteri, fondata all’inizio del XIX secolo da Luigi Asaro e dal sacerdote Biagio Asaro. Vi si celebrava la festa del Crocifisso dei Misteri fino al 1870 quando fu chiusa al culto per la pericolosità dell’edificio. Negli anni 1898-1899 fu ricostruita e riaperta al culto. Nel 1912, arrivati in missione i padri Redentoristi in questa chiesetta, vi istituirono il culto alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Fu chiamata Signore dei Misteri, perché vicino ad essa sorge il monumentale Calvario con le stazioni della Via Crucis.

La Chiesa di S. Antonio Abate (dedicata alla Madonna del Carmelo), ha una storia tutta particolare. Nel luogo dove oggi sorge la chiesetta, nel 1740 l’Arciprete Isidoro Amico aveva iniziato ad innalzare un tempio a forma di croce greca da dedicare a Sant’Antonio Abate. La costruzione fu interrotta in seguito alla morte dell’Arciprete. Nel 1818, non potendo portare a termine la costruzione del tempio, le pietre intagliate che dovevano servire a tale scopo, furono utilizzate per la facciata della Chiesa Madre. In seguito, gli eredi dell’Arciprete Amico si impossessarono dell’area dove doveva sorgere il tempio e vi costruirono dei mulini. Nel 1853, il sig. Amico, forse spinto da rimorso per l’indebita appropriazione fece ricostruire nel luogo dove doveva sorgere il tempio in onore di Sant’Antonio Abate, una chiesetta. Nel 1900/1904 o 1905 il sacerdote Cataldo Mistretta ricostruendola, la dedicò alla Madonna del Carmelo, titolatura ben presto andata in disuso a favore di quella originale (S. Antonio). La chiesa è a una sola navata. Oggi è meta di tante persone che si recano con devozione, anche a piedi scalzi, ai piedi della Madonna, venerata sotto il titolo del Carmelo.